Progetto

Scenario

Il tema della sicurezza chimica è entrato con forza nelle dinamiche commerciali e produttive della filiera della moda e cresce l’interesse per un approccio precauzionale basato sulla sostituzione delle sostanze pericolose con altre più sicure.  Oltre al rispetto del Regolamento UE REACH, le imprese tessili devono attenersi ai parametri imposti dalle norme dei Paesi di esportazione, dai sistemi di certificazione, da campagne ambientaliste e dai marchi clienti. Una situazione complessa che carica le aziende manifatturiere di nuove responsabilità ma anche di opportunità di essere più competitive ed innovative.

Scopri di più

Negli ultimi anni la sicurezza chimica dei prodotti e dei processi ha assunto sempre più importanza nel mercato della moda fino a diventare un fattore di competitività per un numero crescente di marchi.

Per quanto le produzioni svolte in Europa si debbano uniformare ai requisiti indicati dal regolamento UE REACH che bandisce le sostanze più pericolose dai processi e stabilisce modalità restrittive per l’utilizzo di quelle critiche, si è infatti diffusa la consapevolezza che un’impresa sostenibile debba impegnarsi oltre i vincoli legislativi per ridurre l’impatto ambientale delle sue produzioni e garantire ai propri clienti prodotti sicuri. Evitare di utilizzare sostanze chimiche critiche è di gran lunga preferibile alla gestione delle contaminazioni indotte da queste. Perché ciò sia possibile è necessario un impegno deciso da parte delle imprese manifatturiere e chimiche perché si sviluppino prodotti e processi chimicamente sicuri senza rinunciare alla qualità dei prodotti e agli effetti estetici voluti. Questo approccio ha registrato una forte accelerazione anche in relazione agli effetti di campagne ambientaliste e d’opinione sui brand della moda.

L’utilizzo della chimica verde nei processi tessili è infatti attualmente uno dei contesti più dinamici nello sviluppo di tecnologie e materiali innovativi per la sostenibilità ambientale, anche in conseguenza del riconoscimento dell’elevatissimo impatto sull’ambiente della filiera moda.

La scelta sostenibile dei marchi più impegnati si traduce in pressioni sulla filiera a monte, cioè sui produttori di tessuti, filati ed accessori, perché non siano riscontrabili sostanze critiche nei prodotti e nei processi o – nel caso in cui non siano disponibili sostanze alternative- lo siano solo entro valori stabiliti. Si è pertanto assistito ad un fiorire di RSL (Restricted Substances List) imposte dai committenti, documenti commercialmente vincolanti a cui il fornitore deve attenersi.  Per i produttori a monte, soprattutto se PMI, la gestione delle procedure, dei controlli e della trasmissione delle informazioni richieste è un fattore critico, che coinvolge la struttura aziendale in attività ridondanti e complesse. Infatti non ci sono solo i capitolati dei clienti: le aziende devono fare riferimento anche ai parametri indicati dalle politiche commerciali di singoli Paesi importatori e ai protocolli delle Certificazioni volontarie con i propri specifici requisiti di sicurezza chimica.

Questo proliferare di richieste, protocolli e procedure genera un aumento dei costi (conseguenti ad esempio alla moltiplicazione delle analisi chimiche richieste da parte dei clienti), un dispendio di tempo e risorse e, a causa  della scarsa trasparenza/conoscenza delle specifiche delle RSL  che ogni cliente introduce nei contratti di fornitura, cresce il fattore di rischio e di incertezza per i fornitori.  Non sono infatti al momento disponibili standard generali relativi alle definizioni delle sostanze pericolose da eliminare che aiutino il produttore ad orientarsi tra RSL e protocolli spesso diversi uno dall’altro, né banche dati in merito alle sostanze e alle pratiche identificabili come ‘chimica green’ nel tessile, basti pensare che l’unica piattaforma oggi disponibile, l’IPE di Pechino, nata per sostenere la campagna Detox, è di difficile accesso, ha funzionalità insufficienti ed avendo funzione di controllo non favorisce la diffusione dell’innovazione.

In questo contesto F-Susy intende operare a sostegno delle imprese manifatturiere più innovative e dei laboratori di testing su due fronti: supportando la ricerca di materiali e processi chimicamente più sicuri da parte delle imprese coinvolte nel progetto e sviluppando strumenti digitali che consentano di raccogliere e rendere funzionali ed accessibili le informazioni e i dati in merito alla sicurezza chimica e alla sua gestione.

Obiettivi

F-Susy intende:

sperimentare e diffondere processi tessili a minor impatto ambientale grazie alla sostituzione delle sostanze chimiche pericolose con altre più sicure per l’ambiente e:

monitorare i risultati conseguiti

realizzare e offrire alle imprese e ai laboratori di analisi, strumenti in grado di facilitare le relazioni tra i diversi soggetti della filiera  tessile e della moda monitorando processi e prodotti in base agli standard di sicurezza chimica  in modo rapido ed efficiente.

Scopri di più

Per realizzare un prodotto tessile chimicamente sicuro le aziende devono poter disporre di dati e informazioni in merito agli standard indicati dai diversi protocolli e alle soluzioni tecniche disponibili (processi e prodotti chimici innovativi e a minor impatto ambientale). Necessitano inoltre di strumenti di autovalutazione e scambio di informazioni che favoriscano l’interazione tra soggetti diversi della filiera (fornitori-clienti, aziende-laboratori- università) per validare ed implementare buone pratiche e risultati ottenuti.

Il progetto F-Susy sviluppa modalità di lavoro e strumenti operativi per supportare la ricerca e la validazione di soluzioni tecniche individuate dalle aziende per migliorare il grado di sicurezza chimica dei prodotti e delle lavorazioni. A questo scopo il progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma on line interattiva per la consultazione e lo scambio di dati, la validazione delle innovazioni introdotte, la diffusione di informazioni e buone pratiche. La piattaforma consentirà inoltre di mettere ordine nel flusso spesso caotico di informazioni che riguardano i vari protocolli chimici consentendo alle aziende di incrementare il proprio time to market e di ridurre i costi imputabili a questa attività, migliorando la qualità, la trasparenza e la omogeneità delle informazioni disponibili sul mercato e favorendo il dialogo tra imprese, ricercatori, consumatori ed altri stakeholder.

Programma di lavoro

Le azioni previste riguardano attività di ricerca volte sostenere le imprese a minimizzare la presenza di sostanze critiche nei processi e lo sviluppo di strumenti informatici in grado di supportare le sinergie intrafiliera, confrontare e validare dati e trasferire contenuti di innovazione. La piattaforma raccoglie infatti dati, informazioni e strumenti di monitoraggio relativi ai risultati di innovazione conseguiti e ai principali protocolli di sicurezza chimica.

Cronoprogramma delle macro-fasi del progetto F-Susy
 

Febbraio – Dicembre 2017

Piattaforma pubblica online: sviluppo organizzazione, sistematizzazione, catalogazione e diffusione delle informazioni, delle conoscenze tecniche e scientifiche, degli standard analitici ricerca sperimentale
3CTOOL: sviluppo della  piattaforma digitale privata di autovalutazione della conformità alle principali M-RSL del settore moda e sperimentazione con 3 aziende partner ricerca sperimentale
Gennaio – Giugno 2018 Pubblicazione sito web di progetto disseminazione
Presentazione pubblica del progetto F-Susy disseminazione
Ricerca sulla comunicazione digitale per la sostenibilità ricerca sperimentale
Ricerca sulle forme di comunicazione interna ed esterna per la sostenibilità nelle 3 aziende partner ricerca sperimentale
Piattaforma pubblica online: pubblicazione della  base informativa sezione sulle conoscenze tecniche e scientifiche, degli standard analitici ricerca sperimentale
3CTOOL: estensione della sperimentazione a altre imprese tessili e di accessori  non partner di progetto ricerca sperimentale
Giugno – Dicembre 2018 3CTOOL: estensione della sperimentazione con i marchi della moda  non partner di progetto ricerca sperimentale
3CTOOL: rilascio versione definitiva ricerca sperimentale
Piattaforma pubblica online: sviluppo della sezione di condivisione informazioni e  diffusione trasparente dei dati sull’uso delle sostanze chimiche pericolose da parte delle imprese ricerca sperimentale
Piattaforma pubblica online: sperimentazione della sezione  di condivisione informazioni ricerca sperimentale
Piattaforma pubblica online: pubblicazione  sezione  di condivisione informazioni sulle analisi chimiche delle imprese  riguardanti le sostanze pericolose ricerca sperimentale
Pubblicazione Manuale di comunicazione per la sostenibilità disseminazione
Workshops di presentazione e disseminazione dei risultati del progetto e dell Manuale disseminazione
Convegno Scientifico sull’uso delle sostanze chimiche pericolose e sugli studi sulle alternative per la loro sostituzione disseminazione
Gennaio 2019 Report finale sperimentazione disseminazione

 

Risultati/Prodotti

F-Susy prevede la realizzazione di due Piattaforme on-line, la prima riservata ai partner di progetto impegnati nelle attività di ricerca e sperimentazione di prodotti e tecnologie a minor impatto ambientale, la seconda ‘pubblica’ riporta report e data base di interesse delle imprese della filiera e di laboratori di testing. Attività di comunicazione, divulgazione e formazione consentiranno di diffondere la conoscenza delle conoscenze acquisite e degli strumenti sviluppati.

Scopri di più

Le attività di sperimentazione e validazione svolte dai partner di F-Susy consentiranno di definire alternative all’attuale utilizzo di alcune classi di sostanze pericolose. A supporto delle azioni di ricerca e della successiva divulgazione di dati e modalità di lavoro saranno realizzati innovativi servizi digitali interattivi.

In particolare sono previste due strutture:

Piattaforma privata: si tratta di uno strumento gestionale digitale destinato ad utenti autorizzati (partner di progetto + aziende selezionate) per la gestione e la condivisione delle informazioni riguardanti

  • la comparazione delle specifiche tecniche delle principali RSL,
  • i risultati delle sperimentazioni industriali con sostanze chimiche alternative nei processi

La piattaforma privata consente inoltre l’accesso al software di autovalutazione per testare la congruenza tra le caratteristiche chimiche dei prodotti realizzati dalle aziende partecipanti alla sperimentazione con i diversi protocolli.

 

Piattaforma pubblica. Raccoglie e consente di consultare:

  • informazioni tecniche e scientifiche sulle sostanze chimiche pericolose utilizzate nei processi tessili,
  • la catalogazione delle sostanze potenzialmente sostitutive di quelle pericolose, indicizzate per grado di pericolosità, funzione e ambito di utilizzo,
  • informazioni relative alle analisi chimiche effettuate su prodotti e processi come richiesto da alcuni protocolli (ad esempio: DETOX).

 

Attività di formazione e di disseminazione

Nella sessione Approfondimenti sono consultabili i seguenti report:

  1. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA sulla pericolosità delle sostanze chimiche
  2. CLASSIFICAZIONE SOSTANZE PERICOLOSE
  3. DATA BASE metodi di prova e analisi chimiche
  4. GLOSSARIO
  5. C3.Tools

Consulta le News per conoscere le iniziative di formazione e divulgazione programmate nell’ambito del progetto.

Beneficiari

Il progetto F-Susy intende agire sui soggetti della filiera tessile e della moda e sugli stakeholder diffondendo conoscenze e buone pratiche.

Scopri di più

I diretti beneficiari di F-Susy sono in primo luogo le imprese che compongono il partenariato e che grazie alle azioni di progetto hanno l’opportunità di incrementare le attività di ricerca, di avvalersi di strumenti innovativi e della relazione con enti di ricerca per migliorare le performances ambientali delle proprie attività produttive. Le attività di ricerca coinvolgeranno infatti anche i fornitori delle imprese partner e i propri clienti.

Obiettivo del progetto è però anche quello di diffondere cultura e prassi della chimica verde nella filiera fornendo ai soggetti direttamente coinvolti (brand, imprese manifatturiere, laboratori di analisi e ricerca) ma anche agli stakeholder (consumatori, enti no profit, enti di formazione etc) strumenti d’informazione e di approfondimento tecnico-scientifico.